L’AUTORITRATTO POETICO

L’autoritratto nasce con la pittura ed è da sempre considerato una volontà dell’artista di lasciare testimonianza di sé non solo attraverso la sua rappresentazione fisica ma soprattutto la sua interiorità e la sua visione del mondo. Per molti artisti la pittura e l’autoritrarsi era un mezzo per trovare un po’ di pace interiore e soprattutto ritrovare se stessi. Basti pensare alle vite tormentante di Van Gogh e Frida Kahlo che hanno fatto della loro arte un’ancora di salvezza dove riversavano sulla tela bianca, dolore fisico, angosce e turbamento. L’autoritratto si rivela così uno strumento artistico che guarda oltre la forma in quanto diventa esercizio di analisi profonda che mostra aspetti conosciuti e non di una persona.

Nella storia della fotografia l’autoritratto ha avuto fin dal 1839 (anno in cui fu scattato il primo autoritratto della storia) un posto d’onore e divenuto con il tempo un vero e proprio genere artistico. Questo workshop intende dunque sensibilizzare i partecipanti ad una maggiore consapevolezza del proprio corpo e sviluppare il proprio pensiero creativo attraverso la fotografia. Grazie ad un’osservazione “meditativa” del proprio corpo, la pratica dell’autoritratto permette di considerare oltre agli elementi fisici anche quelli più inconsci e permette di trasformare il proprio vissuto in arte per osservarlo, ascoltarlo e viverlo. La natura della fotografia è di per sé poetica: crea immagini come risultato della grande creatività umana. Questa può  rappresentare obiettivamente la realtà oppure l’immagine viene  “creata”  per mezzo della creatività libera dal raziocinio e riconducibile ad una dimensione onirica e sognate.

Il corpo diventa così esperienza poetica attraverso il linguaggio artistico. L’opera poetica infatti come scrive Llorenc Raich Munoz (scrittore, professore e curatore d’arte), che sia essa poema, fotografia, pittura scultura ecc.. più che comunicare una conoscenza, esprime l’esperienza, o piuttosto il rumore della conoscenza che da essa deriva; è un’espressione spirituale del pensiero. Non si tratta di comunicare bensì di esprimere. Così l’autoritratto permette l’interpretazione di emozioni e sentimenti o stati di tensione che emergono dall’immagine prodotta. L’emozione soggettiva prende forma attraverso l’immagine e converge in riflessione. Di fatto l’atto poetico attraverso la pratica dell’autoritratto si esprime a seguito dell’esperienza.

Nel saggio di  Carlo Riggi, psicoterapeuta e fotografo, si dice: “La fotografia serve a far vedere quel che non si vede, a far esistere quel che non c’è, a rendere conoscibile l’inconoscibile. Quando l’invisibile si è fatto visibile, in quel preciso istante un pezzo di mondo è morto ed è rinato altrove”

Perché iscriversi
Sviluppare maggiore consapevolezza
Esprimere sentimenti ed emozioni
Vedere il corpo come oggetto di studio e riflessione
Conoscere persone nuove in un clima sereno e senza giudizio
Sviluppare la creatività di ciascun partecipante attraverso la fotografia

 I percorsi di autoritratto attualmente proposti sono:

MODULO 1 – Autoritratto poetico

MODULO 2 – Autoritratto “Il gioco delle parti”

MODULO 3 – Autoritratto “Il viaggio dell’Eroe”

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