Corso online di PROGETTAZIONE FOTOGRAFICA

20:30

Data / Ora
Date(s) - 03/04/2024 - 24/04/2024
20:30 - 22:30

Categorie


progettazione fotografica

 

 

 

A cura di Michela Taeggi

 

Il corso di progettazione fotografica risulta indispensabile per intraprendere la strada della narrazione visiva. Grazie a strumenti di pianificazione efficaci è possibile trasformare un’idea in un progetto fotografico coerente e comunicativo. Il fine  è confrontarsi con una fotografia più autoriale e meno compulsiva. Di volta in volta verranno proposti degli esercizi di consolidamento da sviluppare per la volta successiva. Ampio spazio verrà dato alle diverse fasi del processo creativo e le relative strategie per ottimizzarne il flusso di lavoro e concretizzare l’idea, prima nero su bianco, poi fotograficamente. A sostegno della libera espressione sarà possibile lavorare su qualsiasi tema, soggetto e poetica narrativa e di conseguenza con qualsiasi strumento tecnico, dalla reflex, all’analogico, fino allo smartphone, scelta che dev’essere motivata in fase progettuale. Durante gli incontri si darà spazio ad un’ampia selezione di fotografi/artisti contemporanei e all’evoluzione stessa della fotografia che risulta essere sempre più fluida e contaminata da altre discipline artistiche.

 

 

” Progettare è importante per un fotografo, ma anche per tutti gli altri autori che utilizzano i diversi linguaggi dell’universo creativo.

E’ necessario lavorare su delle idee e delle convinzioni realizzando progetti sentiti che nascano da una profonda esigenza espressiva”.

(Mimmo Jodice)

 

 

QUANDO

3/4 – 10/4 – 17/4 – 24/4  Ore 20.30 – 22.30  Lezioni teoriche.

Da definire con il gruppo Photo Review.  I partecipanti mostreranno al gruppo il proprio lavoro realizzato in autonomia con supervisione della docente.

 

CONTENUTO

  • Introduzione: perché fotografare.
  • L’atto di creazione: fonti d’ispirazione.
  • Alla ricerca di uno stile: autori a confronto e riflessioni.
  • Strumenti utili per sviluppare l’idea.
  • Questione di budget: come trovare il budget necessario alla produzione fotografica.
  • L’editing fotografico: dalla selezione delle immagini al montaggio narrativo e funzionale.
  • Funzione del titolo e delle didascalie.
  • Come presentare il proprio lavoro sul mercato.
  • Realizzazione individuale del progetto fotografico: il tema sarà scelto dal partecipante e potrà affrontare ogni argomento e soggetto realizzando un breve racconto per immagini.
  • Editing finale delle fotografie.
  • Presentazione del progetto fotografico al gruppo.

 

OBIETTIVI

L’obiettivo del corso è imparare la metodologia progettuale e gli strumenti utili per trasformare un’idea in un progetto fotografico coerente e comunicativo.

 

REQUISITI

Conoscenza base della tecnica fotografica consolidata. Il corso è adatto ad amatori e professionisti che vogliono avvicinarsi  alla progettazione fotografica con metodo e strategie efficaci.

 

ATTREZZATURA RICHIESTA

Macchina fotografica, blocco appunti, pc e connessione internet.

 

COSA RICEVERANNO GLI STUDENTI

  • Dispensa del corso consultabile senza limiti di tempo e di accesso su piattaforma YouTube.
  • Bibliografia.
  • Attestato di partecipazione (su richiesta).
  • Iscrizione alla lista broadcast per ricevere news e programmazione attività su Whatsapp (su richiesta).
  • I progetti realizzati saranno pubblicati includendo il tag dell’autor* sui nostri canali social.
  • Alcuni progetti potrebbero essere pubblicati sulla rivista cartacea e online di arte, design e fotografia, Glamour Affair Vision.

 

INFO AGGIUNTIVE

  • E’ possibile richiedere un colloquio preliminare e gratuito prima dell’iscrizione al corso.
  • Il corso in streaming è effettuato con l’insegnante collegato/a dal vivo tramite la piattaforma Skype. Il corso è interattivo: è richiesta la presenza con la videocamera ed il microfono attivati.
  • In caso di assenza, gli incontri potranno essere registrati e fruibili in differita.
  • Sarà attiva una chat di gruppo su Skype (al link di collegamento degli incontri) per la condivisione di contenuti e riflessioni.
  • Durante la fase di realizzazione delle immagini, sarà possibile chiedere un incontro individuale (gratuito) con la tutor al fine di avere suggerimenti, valorizzare le proprie risorse artistiche e personali ed evidenziare eventuali criticità nella produzione del progetto fotografico.
  • Il gruppo è formato da un numero ridotto di partecipanti (max.6) per garantire massima attenzione e disponibilità.
  • I partecipanti riceveranno il link d’iscrizione (via email) il giorno prima dell’incontro.

Quota di partecipazione  180€

 

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Progetto realizzato durante il corso di progettazione fotografica

“Una gonna.” di Antonello Ferrara

Queste uniche due parole erano in grado di superare la spessa coltre di fumo e la visione deformata dei miei occhiali mal centrati, fuori fuoco e rovinati. Molto spesso non era così chiaro cosa dicesse; le parole erano dette mentre era fedelmente incollata alle sue labbra una sigaretta.

Era raro che non ci fosse del fumo intorno. C’era il fumo della sigaretta ad ogni luogo, dal bagno alla cucina, dalla nostra unica stanza da letto al soggiorno, studio, salotto, area taglio e cucito, realizzazione modelli, centro estetico, parrucchiere e soprattutto, mal celata cabina di prova abiti confezionati in loco.

Il fumo maggiore era quando stava dietro la macchina da cucire  marca necchi deluxe,  con mobile a pedale e nebbia i miei occhi.  E nell’apoteosi della nebbia, quando io non vedevo nulla che io le mie sorelle andavamo a chiedere cosa stessa cucendo.

Puntuale la risposta due parole che avrebbe dovuto placare il nostro interrogatorio: “una gonna”.

Io rispetto alle mie sorelle ero il più curioso, alla folle ricerca di notizie. Forse perché ero il più grande e anche perché da maschietto mi piacevano e tanto quelle signore che si spogliavano dietro il paravento della finta cabina di prova. Per chi era quella gonna? Avrebbe potuto essere la magica professoressa di ginnastica, viso bellissimo, inarrivabile. Oppure la mia preferita, la donna brutta, con i denti strani, sporgenti che mi spaventavano. Ma il fisico, seni enormi,  pancia piatta, gambe lisce e si… non indossava la mutandina secondo il mio ricordo. Io mi mettevo a spiare per osservare senza esser visto e,  con quella donna in particolare, cercavo di occultare il suo volto e i suoi denti che rovinavo la poesia del corpo. Lei amava le gonne a portafoglio. Crescendo capii che mia madre era in grado di realizzare solo un tipo di gonna, quella a portafoglio. La gonna tipica delle donne non facoltose del sud. Comoda, l’avrebbero potuto indossare anche se fossero ingrossate. E’ una gonna si poteva prestare ad una sorella, una parente o, come molto spesso accadeva alla “comare” vicina di casa. Mia madre per se ne aveva fatta una per le cerimonie. Il tessuto che ricordava le ceramiche siciliane della casa della cara zia Gilda a Milazzo. E così quella gonna veniva provata e riprovata da diverse zie, cugine, commari improvvisionate. A chi chiedeva quella gonna in prestito veniva imposto un cerimoniale preciso: un caffè mentre fumavano a tal punto da saturare la stanza di una nebbia che dovesse ricordare Milano. Beandosi dello smog si raccontavano le malefatte dei mariti e qualità soprannaturali dei figli. Finito questo momento che poteva essere tra i 20 minuti e le due ore,  mia madre prendeva la scatola che conteneva quella gonna a portafoglio con strascico.  Le signore andavano dietro il paravento. Ed io dietro la finestra ad osservare la gonna che veniva indossata e a bearmi e lamentarmi dei dettagli fisici. Dopo la prova mia madre incartava la gonna in una sacra plastica trasparente, la avvolgeva in una carta bianca e dopo inseriva il tutto nella scatola. Ho passato anni ad immaginare queste gonne plastificate che si plastificano a loro volta. Plasticose loro, con l’unica gonna elegante prestata da mia madre per partecipare a matrimoni di quarta categoria, cene eleganti alle i quali i mariti erano costretti a portarle, battesimi di figli dei vicini di casa, che finalmente avrebbero consentito conferimento del titolo nobiliare di “commare”.

E io ho voluto ricreare tutto questo con la mia foto. La gonna che passa di donna in donna avvolta in una tela di plastica.

 

 

 

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