Forse davvero la fotografia bella e basta non serve più a niente. In un’epoca in cui tutti (bene o male) fotografano, spesso compulsivamente, senza un bisogno reale di salvare qualcuno o qualcosa dall’oblio, prendersi cura più del senso di ciò che si fa che dell’attrezzatura può offrirci il piacere di un’arte che più torna alle origini più diventa civile. Mai come oggi i paesaggi mutano: i paesi si spopolano, avanzano i boschi a riprendersi i campi, le case, e le città si infittiscono di cose, persone, rumori. Per un mondo che si vuota anche di storie, toponimi e memorie ce n’è uno che si riempie a dismisura e ha bisogno di essere compreso. Già nel 1977, sulla scia di Giacomo Leopardi e Ansel Adams («Paesaggio è là dove finisce la natura»), Guido Ceronetti scriveva che «il paesaggio è una beatitudine che non conosceremo più». Dunque soltanto una fotografia consapevole, seria, profonda e quindi lenta può essere capace di analizzare attentamente l’ansiosa complessità del presente.

Fotografia di Emiliano Cribari
In questo laboratorio, strutturato in quattro incontri di un’ora e mezza ciascuno, sensibilità, tempo e apertura (di diaframma) saranno termini usati più per parlare d’approccio umano alla fotografia che per descrivere tecnicamente il funzionamento di una macchina fotografica. Perché per raccontare un paese così come un cortile, un bosco così come un quartiere di una grande città, serve prima di tutto conoscerne l’anima, quindi le radici: ogni fotografia – diceva Giovanni Chiaramonte – dev’essere una dimora, vale a dire un luogo sacro in cui occorre entrare in silenzio e con rispetto. Farlo è un allenamento (oltre che un’attitudine), un’abitudine alla gentilezza, alla delicatezza, alla tenerezza che oggi è il modo più rivoluzionario di abitare il mondo. Il cavalletto su cui poggeremo la fotocamera sarà dunque anche lo studio di chi, come Walker Evans, ha dedicato tutta la propria esistenza a radiografare il paesaggio con amore traendone “documenti lirici” nonché di altri poeti dello sguardo, da Eugéne Atget a Luigi Ghirri, da Robert Adams a Mario Giacomelli. Parleremo chiaramente anche di tecnica, ma con la “leggerezza” di chi appunto sa che è molto più importante come si fotografa che con cosa. Alla fine di questo percorso, ambientato più sui sentieri che lungo strade asfaltate, ogni partecipante potrà proporre un progetto (il cui concept verrà analizzato nel corso del quarto e ultimo incontro) legato al racconto di un luogo non comune, sia nel senso di luogo fragile (visto poco o in maniera superficiale) sia nel senso ghirriano del termine, cioè descritto spostando lo sguardo dall’ovvio, dall’iperfotografato, dal centro.
Emiliano Cribari
Perché scegliere questo corso?
Per provare a sviluppare uno sguardo poetico sul senso profondo dei luoghi e per nutrire di stimoli e idee la propria voglia di raccontare fotograficamente un luogo (sia esso un grande paesaggio o una stanza di casa), affinando sia l’approccio che la preparazione tecnica.
Fotografia di Emiliano Cribari
Obiettivi del corso
Fornire ai partecipanti stimoli e strumenti (anche pratici) su come concepire, sviluppare e presentare un proprio progetto fotografico (in forma di libro, mostra, etc.) legato al racconto personale, intimo, non comune, di un luogo.
Il laboratorio è adatto a tutti, aperto a tutti, e non richiede alcuna competenza specifica.
COSA RICEVERANNO GLI STUDENTI
-Attestato di partecipazione (su richiesta).

Fotografia di Emiliano Cribari
INFO AGGIUNTIVE
E’ possibile richiedere un colloquio preliminare e gratuito prima dell’iscrizione al corso.
Il corso in streaming è effettuato con l’insegnante collegato/a dal vivo tramite la piattaforma Google Meet. Il corso è interattivo: è richiesta la presenza con la videocamera ed il microfono attivati.
In caso di assenza, gli incontri potranno essere registrati e fruibili in differita.
Sarà attiva una chat di gruppo su Classroom per la condivisione di contenuti e riflessioni.
Il gruppo è formato da un numero ridotto di partecipanti per garantire massima attenzione e disponibilità.
Quota di partecipazione: €160

