2027

“Niente di straordinario” a cura di Michela Taeggi

Concept 

Viviamo in un tempo che celebra la performance individuale, gli standard sono sempre più alti e ogni giorno ci viene chiesto di distinguerci, emergere, diventare “qualcuno”. In questo scenario, l’ordinario sembra perdere valore, come se la normalità fosse sinonimo di invisibilità. Niente di straordinario nasce per ribaltare questa prospettiva.

Il progetto prende ispirazione dall’universo poetico di Wim Wenders e in particolare dal suo ultimo film Perfect Days, dove la ripetizione quotidiana, i piccoli gesti e l’attenzione alle cose minime diventano strumenti per osservare la profondità dell’esistenza. Come nel film, anche in questo progetto l’ordinario non è mancanza, ma possibilità di sguardo. E’ un atto rivoluzionario. Accanto a questo riferimento cinematografico, analizzeremo quello letterario de  “L’uomo comune” di G. K. Chesterton.  Un libro che riflette sulla figura dell’individuo ordinario come spazio universale di esperienza e contraddizione. L’uomo comune non è una figura neutra o priva di valore, è attraversato da desideri, fragilità, abitudini e resistenze quotidiane.

Il progetto vuole esplorare dunque la forza silenziosa dell’essere comuni: la quotidianità, i gesti ripetuti, i corpi imperfetti (o meglio veri), le vite che non cercano il centro della scena. Essere “normali” oggi significa resistere a una pressione continua verso l’eccentricità, la performance individuale, la costruzione di sé come prodotto. Restare umani nel senso più universale del termine può diventare allora un gesto profondamente radicale.

Attraverso la fotografia partecipativa, i fotografi e gli artisti coinvolti  sono invitati a raccontare ciò che solitamente resta fuori dall’inquadratura: momenti minimi, spazi familiari, rituali quotidiani, fragilità condivise, identità non performative. Tracce di esistenza autentica.

Il progetto costruisce un archivio collettivo dell’ordinario, dove ogni progetto diventa una dichiarazione politica: la vita comune merita attenzione. In questo modo, la fotografia smette di essere uno strumento per celebrare l’unicità e diventa un mezzo per riconoscersi negli altri. Niente di straordinario è un progetto che vuole dare forma al vero eroismo contemporaneo.

 

A chi è rivolto

A tutti coloro che sentono l’urgenza di esprimere la propria posizione personale attraverso la fotografia, indipendentemente dall’età, dalla formazione o dall’esperienza più tecnica. Non è necessario essere fotografi professionisti. È pensato per chi avverte la necessità di sottrarsi alla logica della performance e dell’immagine spettacolare, scegliendo invece di osservare ciò che normalmente resta ai margini: la vita comune, i gesti minimi, le relazioni ordinarie, le fragilità condivise. Il percorso si rivolge a chi considera la fotografia non soltanto come strumento estetico, ma come pratica di ascolto, attenzione e consapevolezza. A chi sente il bisogno di realizzare immagini capaci di esprimere una posizione personale sul presente, sul proprio rapporto con gli altri e sul significato stesso dell’essere “ordinari” oggi. Più che produrre fotografie “belle” o eccezionali, il progetto invita a sviluppare uno sguardo sincero, capace di riconoscere valore e profondità nelle esperienze apparentemente più semplici.

 

 

Struttura del percorso

Il progetto si sviluppa attraverso 3 lezioni online collettive e un percorso di mentoring individuale che accompagnerà ogni partecipante per tutta la durata del lavoro, fino alla realizzazione della mostra conclusiva. Attraverso riferimenti fotografici, cinematografici e letterari, i partecipanti saranno invitati a riflettere sul significato dell’ordinario nella contemporaneità e sulle possibilità narrative della fotografia.

A seguito degli incontri di gruppo, ogni partecipante seguirà un percorso di mentoring individuale pensato per accompagnare lo sviluppo del proprio progetto fotografico. Il confronto continuo permetterà di approfondire idee, dubbi, intuizioni e modalità narrative, aiutando ciascuno a costruire una ricerca coerente e comunicativa.

Il percorso si concluderà  in una mostra finale collettiva nella città di Bergamo, concepita non solo come momento espositivo, ma come restituzione pubblica di uno sguardo condiviso sul quotidiano e sulle forme dell’essere comuni oggi.

 

Cosa imparerai
  • A sviluppare  un progetto fotografico partendo dalla propria esperienza quotidiana in modo personale e consapevole
  • A utilizzare la fotografia come strumento di racconto, riflessione e presa di posizione
  • A osservare e rappresentare il quotidiano attraverso una prospettiva narrativa e poetica
  • A editare e selezionare le immagini per dare forma a una serie coerente
  • A confrontarti con riferimenti fotografici, cinematografici e letterari contemporanei
  • A presentare il tuo lavoro in un contesto espositivo collettivo

 

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Michela

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