Lo sguardo nascosto: il dietro alle quinte di Gérard Uféras, con incursioni di Caterina Crepax

22:29

“Alla fine, quando si entra in scena, cambia tutto: siamo al servizio della coreografia, del pubblico. Dell’arte.” Questo ci dice l’importante ex ballerino e coreografo francese Manuel Legris, oggi direttore del corpo di ballo del Teatro alla Scala, ma cosa succede prima? Cosa accade in quegli spazi che i nostri occhi da spettatori non possono percorrere? Ce lo racconta in modo intimo e delicato questa mostra, in cui le fotografie di Gérard Uféras vengono affiancate alla delicatezza, e apparente fragilità, dei tutù disegnati e realizzati da Caterina Crepax. Il tutto nel bellissimo allestimento della scenografa e costumista svizzera Margherita Palli (1951) e del suo studio (https://www.margheritapalli.it/), che trasformano la nostra esperienza in un viaggio quasi magico.

 

Il fotografo

 

Gérard Uféras

 

 

Gérard Uféras (https://www.gerarduferas.com/index.php), francese, classe 1954, collaboratore, dal 1984, del quotidiano Libération e poi di altre riviste, autore di scatti per la moda e il teatro ma, soprattutto, di diversi importanti lavori sulla danza, arte che ama e che considera un istinto essenziale e spontaneo dell’essere umano. Penso in particolare a Un fantôme à l’Opéra, con immagini realizzate all’interno dei principali teatri europei (1988-2001), agli scatti nell’Opéra di Parigi (2003-2005) e nel Bol’šoj di Mosca (2011). Le sue fotografie, come un Degas (https://www.elledecor.com/it/arte/a41089350/le-ballerine-di-degas-un-tratto-distintivo-nelle-opere-del-pittore-francese/) contemporaneo, sono naturali, intime, sempre rispettose e, a volte, anche un po’ misteriose.

 

Foto tratta da Un fantôme à l’Opéra, Glyndebourne Festival Opera Angleterre ©Gérard Uféras

 

 

 Foto tratta da Un pas vers les étoiles: Le ballet de l’Opera National de Paris ©Gérard Uféras

 

 

 

  Foto del lavoro per il Bolshoi Theatre ©Gérard Uféras

 

 

Edgar Degas, Ballerine dietro le quinte, noto anche come Quattro ballerine in blu, 1897 circa, pastello, Museo Puškin, Mosca.

 

 

 

La mostra

 Una foto della mostra Lo sguardo nascosto ©Gérard Uféras/Photo Op

 

Il filo rosso che ci conduce attraverso il percorso della mostra (https://www.museoscala.org/it/mostre/lo-sguardo-nascosto-la-danza-dietro-il-sipario.html https://www.youtube.com/watch?v=9S_UrOijIBM&t=78s) ci parla di attesa e di complicità, di rapporti tra le ballerine e i loro maestri, di momenti in cui i silenzi si alternano ai chiacchiericci sussurrati dietro una tenda, di risate espresse o trattenute, del senso di appartenenza, di sguardi d’intesa e di concentrazione nella preparazione prima di uno spettacolo. Sono fotografie, scattate tra il 2017 e il 2023, che raccontano le prove, i backstage degli spettacoli, le lezioni, ma soprattutto la passione, le emozioni e i sentimenti del Corpo di Ballo di uno dei più famosi teatri del mondo…e questo resoconto avviene all’interno dei suoi stessi spazi, la mostra si sviluppa infatti nel Ridotto Toscanini e nel Museo del Teatro alla Scala.

E così vediamo pause, rituali, gesti scaramantici, il rigore e la dedizione, momenti di ironia e di tenerezza, superando quel confine tra scena e retroscena, come mai ci era stato consentito di fare. È un mondo altro rispetto a quello “perfetto e calcolato” dei corpi e dei movimenti che ammiriamo sul palco, è la faccia umana della danza.

La nostra osservazione può quindi solo essere silenziosa, discreta e rispettosa, magari anche un po’ clandestina, condividendo quello che è stato l’atteggiamento del fotografo.

 

Una foto della mostra Lo sguardo nascosto ©Gérard Uféras/Photo Op

 

 

 Una foto della mostra Lo sguardo nascosto ©Gérard Uféras/Photo Op

 

Tra le foto vengono abilmente inserite le creazioni di Caterina Crepax (https://www.caterinacrepax.com/), abiti e scarpette da ballo realizzati con la carta, un materiale quotidiano e semplice (come ciò che ci viene mostrato nelle fotografie) ma che viene lavorato e reso leggero e delicato come se si trattasse di raso o tulle. A noi appaiono come abiti eterei indossati di corpi invisibili. La leggerezza è forse un altro dei collegamenti tra le immagini di Uféras e gli abiti scultura.

 

 Una sala della mostra Lo sguardo nascosto

 

Una sala della mostra Lo sguardo nascosto con in primo piano un tutù di Caterina Crepax

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allestimento, dettaglio, schizzi inseriti all’interno di una installazione, del tutù Libellula di Caterina Crepax per la mostra Lo sguardo nascosto. @ Caterina Crepax

 

 

 

Insieme e dettaglio del tutù Armonica di Caterina Crepax per la mostra Lo sguardo nascosto. @ Caterina Crepax

 

Caterina Crepax

Caterina Crepax (1964) è un artista degli abiti in carta, appassionata di scenografia e scultura, con formazione da architetto, figlia del fumettista e illustratore Guido (che ha ambientato diverse storie del suo famoso personaggio, Valentina, proprio alla Scala) e nipote del primo violoncellista, Gilberto, dell’orchestra scaligera quando era direttore Toscanini. Caterina da 30 anni progetta e realizza, quale abile artigiana che è, abiti in carta di vario tipo. Il materiale viene plissettato, piegato, intagliato, arrotolato, modellato, con risultati che senza vederli mai potremmo immaginare. La carta che per il padre era il supporto bidimensionale di una storia diventa per lei materia tridimensionale da lavorare. E i suoi lavori raffinatissimi li ritroviamo in allestimenti, mostre, sfilate, fotografie.

 

Caterina Crepax al lavoro

 

 

Caterina Crepax, tutù per la mostra Lo sguardo nascosto

 

 

 

Abito di Caterina Crepax alla Sao Paulo Fashion Week, biennale del 2002

 

 

 

Per concludere

 

Una foto della mostra Lo sguardo nascosto ©Gérard Uféras/Photo Op

 

Una mostra bellissima e delicata nei contenuti, magistralmente allestita, che ci parla di danza in un modo diverso, portandoci in un luogo che appartiene allo spettacolo e alla quotidianità contemporaneamente, e che per questo rimane come sospeso, perché come dice Uféras: “Dietro le quinte sei in uno spazio unico: non è realtà ma non è nemmeno finzione. Sei in una dimensione dove non è facile capire cosa accada realmente e cosa sia solo immaginato”.

Entriamo quindi in punta di piedi, come i protagonisti di queste fotografie, per scoprire che lo sguardo nascosto è proprio il nostro!

 

 

Informazioni pratiche

La mostra, curata da Paola Calvetti e Livia Corbò, è aperta fino al 14 settembre 2025, tutti i giorni dalle 9.30 alle 17.30, negli spazi museali del Teatro alla Scala di Milano, a cui si accede da una piccola scala a sinistra della facciata principale.

Durante il percorso potrete vedere, oltre a quanto raccontato sopra, anche la videoinstallazione Oltre il velo (https://www.museoscala.org/it/mostre/installazione-oltre-il-velo.html)della coreografa e regista Valentina Moar, e una serie di oggetti, tra cui le scarpette di Fanny Elsser e i costumi indossati da Carla Fracci e Rudolf Nureyev nello Schiaccianoci.

 

 

 

Di Elena Barbaglio | 16/07/2025

 

Le fotografie sono state prese dal web e utilizzate esclusivamente a fini informativi.

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